La Bulgaria approva legge contro la propaganda LGBTQ+ nelle scuole: tutela della famiglia tradizionale o attacco ai diritti umani?
9 Ago 2024 - Europa
Approvata con una larga maggioranza, la nuova legge bulgara vieta la promozione di idee LGBTQ+ nel sistema educativo. Attivisti per i diritti umani protestano, ma il governo sostiene la necessità di proteggere il diritto naturale e i valori tradizionali.
La nuova legge bulgara sulla propaganda LGBTQ+: una difesa della famiglia tradizionale
La Bulgaria ha recentemente approvato una legge che vieta la “propaganda” LGBTQ+ nelle scuole, una decisione che ha suscitato ampie proteste tra i gruppi di difesa dei diritti umani. Tuttavia, il governo bulgaro sostiene che questa legge è necessaria per proteggere il diritto naturale e la famiglia tradizionale da influenze che considera perverse e dannose.
Il contesto della legge e la sua approvazione
L’emendamento alla legge sull’istruzione, proposto dal partito di estrema destra filorusso Vazrazhdane, vieta “la propaganda, la promozione o l’incitamento in qualsiasi modo, direttamente o indirettamente, nel sistema educativo di idee e punti di vista relativi all’orientamento sessuale non tradizionale e/o all’identità di genere diversa da quella biologica”. La definizione di “orientamento sessuale non tradizionale” viene spiegata come contraria al concetto giuridico bulgaro di “attrazione emotiva, romantica, sessuale o sensuale tra persone di sesso opposto”.
Con 159 voti a favore, 22 contrari e 12 astensioni, il Parlamento bulgaro ha approvato la legge a larga maggioranza, evidenziando un forte sostegno politico verso la tutela della famiglia tradizionale.
La reazione degli attivisti per i diritti umani
L’emendamento ha provocato una reazione immediata da parte degli attivisti per i diritti umani, che hanno organizzato manifestazioni di protesta e condannato la legge come un assalto ai diritti fondamentali delle persone LGBTQ+, in particolare dei bambini. Organizzazioni come LevFem, Feminist Mobilisations e l’organizzazione LGBTQ+ Action hanno manifestato sotto lo slogan “Scuola per tutti! Fermiamo l’odio!”.
Forbidden Colours, un gruppo di difesa delle persone LGBTQ+ di tutta l’UE, ha criticato la nuova legge come una mossa regressiva che contraddice i valori di uguaglianza e non discriminazione dell’Unione Europea.
Il parallelo con la legislazione ungherese
La nuova legge bulgara ricorda le leggi simili adottate in Ungheria nel 2021, che limitano l’esposizione dei bambini a materiale che “promuove l’omosessualità” e la rappresentazione LGBTQ+ nei media o nello spazio pubblico. Amnesty International ha denunciato che la legge ungherese ha creato un clima di paura, spingendo le persone LGBTQ+ nell’ombra.
Gli attivisti temono che lo stesso accada in Bulgaria e chiedono all’UE di intervenire per reprimere tali misure discriminatorie tra i suoi Stati membri. Forbidden Colours ha esortato la Commissione europea a intraprendere azioni decisive contro la Bulgaria per sostenere i principi di uguaglianza e diritti umani dell’UE.
Il sostegno alla famiglia tradizionale e al diritto naturale
Il governo bulgaro, sostenuto da una maggioranza parlamentare significativa, afferma che la legge è una misura necessaria per proteggere i giovani da influenze che possono distorcere il concetto di famiglia tradizionale. Secondo i sostenitori della legge, la propaganda LGBTQ+ nelle scuole mina i valori tradizionali e il diritto naturale, che vedono la famiglia come l’unità fondamentale della società composta da un uomo e una donna.
Essi sostengono che l’educazione scolastica dovrebbe promuovere questi valori fondamentali e proteggere i bambini da idee che possono creare confusione riguardo la loro identità sessuale e di genere.