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Drone spia sul lago Maggiore: allarme nei cieli del Nord Italia

30 Mar 2025 - Italia

Per giorni ha sorvolato il centro europeo JRC e un’area strategica piena di siti industriali della difesa. Il velivolo, di probabile fabbricazione russa, è scomparso nel nulla. Indagini in corso.

Drone spia sul lago Maggiore: allarme nei cieli del Nord Italia

Drone spia sopra Ispra: sorvolato per giorni uno dei centri più strategici d’Europa

È comparso e scomparso nel silenzio. Ma per diversi giorni ha sorvolato uno dei siti più delicati e strategici del nostro Paese: il Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea a Ispra, in provincia di Varese. Una struttura ad alta sicurezza, al centro delle attività scientifiche e tecnologiche europee, è stata violata ripetutamente da un drone sconosciuto — che secondo gli esperti potrebbe essere di fabbricazione russa.

Il dispositivo è stato intercettato almeno cinque volte da un sistema sperimentale di rilevamento a disposizione dello stesso Centro. Le sue caratteristiche preoccupano: potrebbe essere stato dotato di strumentazioni per la mappatura tridimensionale del territorio, telecamere ad alta risoluzione capaci di operare anche di notte e sensori utili per operazioni di spionaggio o ricognizione industriale.

Ispra: una struttura strategica nel cuore del Nord Italia

Il JRC di Ispra è attivo da oltre 65 anni e rappresenta uno dei più importanti poli di ricerca europei nei settori della sicurezza, del nucleare, dello spazio e della sostenibilità. Ma a rendere ancora più delicata la situazione è la geografia dell’area: nel raggio di una trentina di chilometri si concentrano numerosi siti industriali ad alto valore strategico, a partire dagli stabilimenti di Leonardo, azienda italiana leader mondiale nel comparto della difesa.

La Leonardo Helicopters Training Academy di Sesto Calende, la Divisione Elicotteri di Vergiate, i poli di Somma Lombardo, Samarate e Venegono Superiore: è tutto un sistema industriale che produce tecnologia avanzata, sia per uso civile che militare. Un patrimonio che fa gola, evidentemente, anche a chi potrebbe cercare di carpire informazioni riservate dall’esterno.

Una violazione della sovranità aerea

L’area è classificata come “no fly zone” e ogni sorvolo non autorizzato configura un’ipotesi di reato. È plausibile che l’episodio sia stato affrontato nel corso dell’ultima riunione del Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica (CISR), ma al momento non sono trapelate comunicazioni ufficiali da parte delle autorità governative o delle forze armate. Eppure, ci troviamo di fronte a un caso serio: un velivolo non identificato ha volato più volte sopra uno dei cuori tecnologici e scientifici d’Europa, senza lasciare tracce e senza che si riesca ancora oggi a stabilirne con certezza origine e intenzioni.

Un precedente inquietante

Non è la prima volta che la zona attira l’attenzione di servizi segreti e apparati stranieri. Nel 2023, proprio nelle acque del Lago Maggiore, naufragò un’imbarcazione su cui viaggiavano due agenti dell’intelligence italiana, un uomo del Mossad israeliano e la moglie russa del comandante. Quattro morti, operazione avvolta nel mistero, e da allora nessuna chiarezza. Ora, a distanza di meno di due anni, torna l’ombra della sorveglianza occulta in un’area tutt’altro che secondaria per gli equilibri industriali e scientifici italiani.

Difendere i nostri asset strategici

Il caso del drone di Ispra riporta al centro una questione cruciale: la necessità di rafforzare i nostri sistemi di sorveglianza e di protezione delle infrastrutture sensibili. Non bastano i proclami europei né i progetti a lungo termine. Serve una risposta concreta, nazionale, per garantire la sicurezza di ciò che rappresenta il cuore pulsante della nostra ricerca e della nostra industria.

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