Kursk, avanzata russa: accerchiamento delle forze ucraine
8 Mar 2025 - Geopolitica
Le truppe di Mosca sfondano le difese ucraine a sud di Sudzha. Kiev perde posizioni strategiche e rischia il collasso logistico nel settore. Zelensky chiede una tregua, ma l’Occidente punta sul riarmo.

Le forze russe sfondano le difese ucraine a Kursk
Secondo DeepState, una piattaforma online vicina all’esercito ucraino, le forze russe hanno sfondato le difese nella regione russa di Kursk, a sud della città di Sudzha, controllata dall’Ucraina. Le truppe di Mosca avrebbero ottenuto il controllo di una strada strategica e avrebbero costretto l’esercito ucraino a ritirarsi da alcune posizioni a ovest del villaggio di Sverdlikovo.
Le operazioni russe sembrano mirare al taglio delle rotte di rifornimento di Kiev, mentre l’Ucraina è impegnata in disperati tentativi di stabilizzare la situazione. L’analista militare Yan Matveyev ha osservato che le forze ucraine si trovano progressivamente accerchiate da est e da ovest, con un corridoio di ritirata ormai ridotto a soli 12-13 chilometri. “Le restanti posizioni sono troppo esposte per garantire sicurezza alle truppe”, ha dichiarato su Telegram.
Il collasso della logistica ucraina
La situazione appare drammatica anche sotto il profilo logistico: l’attivista ucraino Sergiy Sternenko ha ammesso che le principali vie di rifornimento verso Sudzha sono sotto il pieno controllo del fuoco russo. Nel frattempo, il corrispondente militare russo Alexander Kots ha affermato che le forze ucraine non possono più né ritirarsi senza subire gravi perdite né ricevere adeguati rifornimenti. “È troppo tardi”, ha sentenziato.
L’avanzata russa nel Donbass: Kiev perde terreno strategico
Sul fronte orientale, la situazione non è meno critica. Dopo la caduta di Avdiïvka nel febbraio 2024, l’esercito russo ha continuato la sua avanzata nel Donbass, ottenendo successi significativi nei settori di Torec’k e Časiv Jar. A gennaio 2025, Mosca ha completato l’accerchiamento e la conquista di Velyka Novosilka, un caposaldo strategico a difesa del Donbass sud-occidentale. La città di Kurachove è caduta il 6 gennaio, mentre la battaglia per Pokrovs’k è in corso e si preannuncia decisiva per le sorti del fronte orientale.
L’importanza strategica di Pokrovs’k
L’offensiva russa su Pokrovs’k mira a consolidare il controllo sulla regione, tagliando le ultime linee di rifornimento ucraine. Se la città dovesse cadere, Mosca potrebbe puntare su Dnipro e Zaporižžja, compromettendo ulteriormente le capacità difensive ucraine.
Kiev chiede disperatamente una tregua, ma l’Occidente resta ambiguo
Di fronte a una situazione sempre più difficile, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto una tregua aerea e marittima, auspicando una riduzione delle ostilità. Tuttavia, i segnali provenienti dall’Europaa non sembrano indicare un immediato cambio di strategia.
L’Europa risponde con il riarmo
L’Unione Europea ha annunciato un piano da 800 miliardi di euro per rafforzare le proprie capacità di difesa e rifornire l’Ucraina, mentre la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che è urgente “riarmare sia l’Ucraina che l’Europa”.
L’Europa continua dunque a sostenere Kiev sul piano militare, mentre gli USA di Trump cercano la pace, ma resta da vedere se questo basterà a invertire l’andamento del conflitto. Il rischio che il fronte ucraino collassi sotto la pressione russa è sempre più concreto, mentre le opzioni a disposizione di Kiev si restringono di giorno in giorno.