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Meloni asfalta la sinistra: “L’Europa non sarà una comune hippie” (Video)

30 Mar 2025 - Italia

Al Congresso di Azione, la premier demolisce la linea pacifista e antiamericana di Schlein: “La sicurezza ha un prezzo. Difendere l’Occidente è un dovere, non un optional.”

Meloni asfalta la sinistra: “L’Europa non sarà una comune hippie” (Video)

Meloni al Congresso di Azione: “L’Europa non può diventare una comune hippie disarmata”

Con una mossa che ha spiazzato molti osservatori politici e imbarazzato le sinistre in cerca di identità, Giorgia Meloni ha fatto irruzione – politicamente e retoricamente – sul palco del Congresso nazionale di Azione a Roma, su invito di Carlo Calenda. Il suo intervento ha riportato al centro del dibattito una questione che la sinistra preferisce evitare: il ruolo dell’Italia nella difesa europea e nel rapporto strategico con gli Stati Uniti.

Contro l’utopia pacifista della sinistra

Meloni non ha risparmiato colpi. Di fronte alla platea, ha messo in ridicolo la visione naïf di Elly Schlein e compagni, che da mesi recitano lo spartito antiamericano fingendo di avere una visione autonoma dell’Europa, quando in realtà auspicano soltanto la resa incondizionata. “Ho sentito dire – ha attaccato la premier – che gli Stati Uniti non possono essere nostri alleati e che l’Europa non deve spendere risorse per la sicurezza. Allora qual è la proposta? Rompere ogni forma di alleanza con gli USA e sperare che ci difendano lo stesso? O diventare una grande comunità hippie, confidando nella buona fede delle potenze straniere?”

Una stilettata precisa a quel progressismo inconcludente che, mentre pretende uno scudo, rifiuta di fornirgli struttura e sostegno. La Meloni ha ribadito un principio basilare della geopolitica, che la sinistra pare ignorare: “Le spese in difesa sono il prezzo della libertà. Nessuno ti protegge gratis”.

Trump, l’Italia e la verità sull’Occidente

Dopo le polemiche generate da un’intervista al Financial Times, la presidente del Consiglio ha sbugiardato le letture distorte fatte dai giornaloni dell’establishment. “Qualcuno ha detto che voglio stare con Trump. Io ho detto che sto con l’Italia, che sta con l’Europa, e che voglio difendere l’unità dell’Occidente. Chi si scandalizza per questo dovrebbe forse spiegare da che parte sta”. Una dichiarazione limpida, che riafferma il posizionamento dell’Italia nella grande sfida globale tra mondi liberi e regimi autoritari.

Il riferimento a Trump, sgradito ai soloni europeisti e agli apparatchik di Bruxelles, è in realtà una riaffermazione di sovranità. Con Meloni e (auspicabilmente) Trump, si torna a parlare di un Occidente forte, fiero della propria identità, e non dell’ennesimo baraccone progressista sottomesso a logiche ideologiche globaliste.

Difesa comune e relazioni strategiche: il realismo italiano

Chi pensava che Meloni volesse “mandare segnali” di smarcamento dagli alleati di governo è rimasto deluso. “Non sono qui per sostituire alleati”, ha precisato, “ma l’Italia non è un Paese in cui si costruiscono governi Frankenstein tra avversari. Non è mai stata la mia cifra”. Parole che suonano come un avviso a chi spera in rimpasti e giochi di palazzo.

E sui dazi, altro tema spinoso nei rapporti transatlantici, la premier ha dimostrato lucidità strategica: “Certo che ci sono divergenze, ma non si può agire per impulso. Bisogna agire in modo ragionato, cercando un punto di equilibrio”. Tradotto: niente isterismi, ma nemmeno sudditanza.

Un’Italia solida in un’Europa che rischia di dissolversi

Il discorso di Meloni rappresenta un colpo di realtà in un’Unione Europea anestetizzata dal pensiero unico e dall’illusione di una pace eterna senza costi. Difendere l’unità dell’Occidente non è uno slogan, è una necessità. E mentre l’opposizione continua a balbettare, prigioniera dei suoi mantra pacifisti e antiamericani, l’Italia – almeno quella che guarda alla concretezza – ha oggi una guida che sa parlare di difesa, sovranità, alleanze e realismo con la schiena dritta.

Meloni ha ricordato al Paese – e a un’Europa troppo spesso smemorata – che la libertà ha un prezzo, e che chi non è disposto a pagarlo finirà per svenderla.

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