Sala attacca il PD: “Sul Salva Milano serve chiarezza”
17 Feb 2025 - Italia
Il sindaco di Milano critica la gestione del decreto bloccato al Senato e accusa il partito di incoerenza. “Non posso amministrare tra incertezze e ripensamenti.”

Il Partito Democratico si trova nuovamente alle prese con una spaccatura interna, questa volta sul decreto “Salva Milano”, un provvedimento che mira a sbloccare risorse fondamentali per lo sviluppo urbanistico del capoluogo lombardo. Beppe Sala, sindaco di Milano, non ha nascosto il suo disappunto per la gestione della questione da parte del PD, che ha mostrato posizioni contrastanti tra Camera e Senato, lasciando la misura in un limbo politico che rischia di bloccare investimenti e cantieri.
Sala: “Il PD è quello della Camera o del Senato?”
Intervistato da Sky TG24, Sala ha espresso apertamente la sua frustrazione per l’atteggiamento del partito, evidenziando una contraddizione che, a suo dire, riflette un problema più ampio. “Il PD è quello della Camera, che ha votato a favore del provvedimento, o quello del Senato, che ora lo sta bloccando?” ha dichiarato il sindaco, mettendo in luce un’incertezza che sta rendendo difficile portare avanti progetti chiave per la città.
Non si tratta solo di una questione tecnica: l’impasse rischia di congelare oltre 165 milioni di euro in oneri di urbanizzazione, con evidenti ripercussioni sul futuro di Milano. Sala ha sottolineato che il blocco della misura potrebbe anche mettere in discussione politiche urbanistiche già avviate negli anni scorsi, anche sotto amministrazioni dello stesso schieramento.
Il sindaco ha poi rimarcato un problema di strategia più generale: “Vorrei chiarezza, bisogna prendere delle posizioni”, ha detto, lasciando intendere che la gestione di questo tema da parte del PD non sta aiutando chi, come lui, è chiamato ad amministrare le città.
Un partito sospeso tra pragmatismo e ideologia
Le tensioni tra Sala e Schlein non si limitano al “Salva Milano”. Il primo cittadino milanese ha più volte evidenziato la difficoltà del PD nel dialogare con il Nord produttivo, un’area in cui il partito fatica a radicarsi. A suo avviso, accanto a temi come il salario minimo e i diritti sociali, servirebbe una maggiore attenzione al tessuto economico fatto di imprenditori, artigiani e commercianti, che rappresentano un pezzo fondamentale della realtà milanese e lombarda.
Ma la linea attuale del PD, sostenuta dalla segretaria Schlein, sembra indirizzata verso una maggiore sintonia con i 5 Stelle e con l’ala più intransigente della sinistra. Se questo rafforza alcuni settori interni al partito, dall’altra parte rischia di creare difficoltà nel mantenere il consenso in un’area come il Nord, dove il pragmatismo e il rapporto con il mondo produttivo sono centrali.
Il futuro di Milano e le incognite per il PD
La vicenda del “Salva Milano” è solo l’ultimo esempio di un partito che fatica a trovare una linea comune tra esigenze amministrative e posizionamenti politici. Sala ha ribadito più volte che non farà passi indietro, ma nel frattempo il decreto resta bloccato, e con esso le prospettive di sviluppo della città.
Di fronte a questa situazione, il Partito Democratico si trova davanti a una scelta: proseguire lungo un percorso che, al momento, appare incerto e frammentato, oppure cercare una sintesi che non penalizzi chi è chiamato a governare sui territori. Il rischio, per il PD, è che questa indecisione possa trasformarsi in un problema politico più ampio, con effetti non solo a Milano, ma anche a livello nazionale.